Consigli del CNOP per gli psicologi che fanno prestazioni on line

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Sul sito del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) da qualche giorno è stato reso disponibile un documento che riguarda le prestazioni effettuate on line.

Il testo è breve e inizia presentando un accenno ad una ricerca effettuata sul web che ha evidenziato la presenza di 270 siti web su 1.947 siti analizzati che effettivamente propongono prestazioni on line.

Parlando di una consulenza psicologica on line i mezzi proposti passano dall’email (più gradi di risposta) al telefono, all’audio-video conferenza (es. Skype o MSN), alla chat (quindi solo testo in modalità sincrona senza video o audio) a pacchetti che contengono più possibilità.

Il costo varia dai 20 euro ai 90 e dai 15 agli 80 per email (manco fossi Freud in persona).

Due le cose che hanno attirato la mia attenzione:

a) Su 544 nominativi solo 47 non risultano iscritti all’albo degli psicologi, quindi c’è un buon numero di colleghi che lavorano anche su web e non solo di persona, anche se rispetto ai quasi 80.000 totali sono decisamente una minoranza. Non sappiamo però quanti siano gli psicologi e i counselor che offrono prestazioni on line.

b) Il punto 6 delle raccomandazioni presenti nel documento, in attesa di ulteriori studi approfonditi sulla letteratura in materia, cita

“Nell’ambito delle attività cliniche (quali la psicoterapia, la psicodiagnosi…) l’instaurazione di un rapporto diretto, di persona, è condizione indispensabile per un eventuale successivo utilizzo dei dispositivi di comunicazione a distanza.”

Si parla di attività cliniche evidenziando, come indispensabile, un contatto diretto prima di passare ad una comunicazione a distanza. Quindi, in accordo con una buona parte di letteratura scientifica che dimostra come anche la psicoterapia on line sia possibile e auspicabile e sia considerata efficace al pari di quella effettuata di persona, il CNOP finalmente scrive che è possibile fare ANCHE psicoterapia a distanza. Ma solo dopo aver avuto un incontro di persona con il/la paziente.

Non so se tu ci hai fatto caso, ma all’interno delle parentesi in cui si fanno degli esempi di attività cliniche, ci sono dei punti di sospensione. Nella grammatica italiana i punti di sospensione (i famosi tre puntini) si usano per segnalare che il discorso viene sospeso, in genere per imbarazzo, per titubanza o per allusività. O per dare un esempio di un discorso che è destinato a continuare. Vedi ad esempio la spiegazione della Treccani qui.

Si presume che ci siano altre attività cliniche per cui è preferibile un incontro de visu prima di altri incontri on line. Ma la consulenza psicologica, il vituperato counseling on line [Clicca qui per la Petizione di AltraPsicologia Lazio] non è citata/o. Può darsi che i puntini si riferiscano proprio a lui, ma come possiamo verificarlo? 🙂

Mi stupisce che proprio l’attività più contesa tra psicologi e counselor, quella che ha creato molte proteste agli iscritti dell’Ordine Laziale perchè era l’unico a vietarla, quella che permetterebbe a tutti gli psicologi e le psicologhe NON psicoterapeuti/e una discreta quantità di lavoro reale…non viene neanche citata. Neanche per errore. Intenzionalmente? Vai a saperlo.

Da oggi però sono più serena e ottimista nel ritrovarmi tra i 497 psicologi/ghe che effettuano prestazioni on line. Da oggi anche (forse) psicodiagnosi e psicoterapia.


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Dr. Paola Biondi
Dr. Paola Biondi
Psicologa Psicoterapeuta | LGBT Specialist | Blogger | Consigliera CIG Enpap | Consigliera Segretaria Ordine Psicologi Lazio | Appassionata di fotografia, il mio habitat naturale è il bosco, ma lì non c'è wifi :)
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