Cosa si prova ad avere una malattia incurabile?

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Tutte le persone prima o poi moriranno. E tutte le persone sanno che questo accadrà inevitabilmente. Ma non sanno quando.

Chi ha una malattia incurabile sa che morirà e a volte sa anche più o meno quando questo potrà accadere, in base alle statistiche per quel tipo di malattia e cura.

Mi ha colpito molto questa lettera, trovata in rete. E’ la traduzione in italiano della lettera di una donna di lingua inglese, Caroline Heyes, di cui trovi l’originale qui. [I grassetti sono miei n.d.r.]

Voglio condividerla con te perchè, sebbene arrivi come un pugno nello stomaco, è ricca di voglia di vivere autenticamente e può essere uno spunto interessante e stimolante per chiunque. Perchè si possa scegliere la vita che si vuole già da oggi e si scelga di fare di tutto per viverla in pieno.

Come diceva la pubblicità di qualche anno fa: “Chew before it’s too late

Sono terminale, ho un cancro al seno che si è diffuso nelle mie ossa, nei miei polmoni e nei miei linfonodi. Ho 40 anni, sono sposata e insieme a mio marito ho due bambini piccoli. E’ passato un anno dalla diagnosi.

Non ho chiesto quanto tempo mi rimanga prima di morire, perché non voglio saperlo. Le statistiche dicono in media 3 anni, ma cerco di non pensarci, e ogni giorno combatto per battere questi dati statistici. Eppure “lotta” è la parola sbagliata, perché è già stato deciso che perderò e nulla di ciò che posso fare cambierà questo risultato.

Mi ci è voluto tutto l’anno per accettare la mia diagnosi. Non ho più paura di morire, o di perdere tutti i miei sogni.

Ma non riesco ancora a sopportare l’idea di lasciare i miei figli e mio marito.

Non riesco ancora a sopportare l’idea che un’altra donna prenderà sicuramente il mio posto dopo che me ne sarò andata, e si occuperà di tutto quello che facevo prima io. Sarà lei a dormire accanto a mio marito ogni notte. Sarà lei ad aiutare i miei figli a fare i compiti, a prendersi cura di loro quando saranno malati e ad ascoltare le loro preoccupazioni. Sarà lei a crescerli, a incontrare i loro futuri partner, ad andare al loro matrimonio e sarà lei ad accudire i miei nipoti. Lei invecchierà con mio marito.

Al posto mio.

Sono diventata anche più rilassata riguardo ai soldi. Facevo sempre attenzione, risparmiando per momenti più difficili. Bene, il giorno di pioggia è qui, e quindi i miei risparmi non sono più così importanti. Non ho intenzione di indebitarmi (ciò mi renderebbe ancora più stressata), ma ora, se posso, compro cose immediatamente, piuttosto che aspettare. Il tempo è un lusso per me, quindi cerco di soddisfare i miei piccoli desideri e i miei sogni.

So che non realizzerò mai i miei sogni a lungo termine, come visitare il Giappone, andare in un’isola paradisiaca a 5 stelle con mio marito, portare i bambini a Disneyworld, provare a fare la scrittrice o comprare una casa più grande. Ma mi concedo dei piccoli vizi per me stessa e la mia famiglia più spesso. Ho un atteggiamento più spensierato nei confronti del denaro, della vita e anche delle persone.

Sì, sono cambiata come persona. Ora, non esito a dare un mio giudizio sulle cose. Sono meno spaventata dal confronto. Ora posso esprimermi e, se alla gente non piace, chissene frega. Se sono maleducati, cattivi o ignoranti, non lascerò più passare niente. Sono più scontrosa e trovo il mondo più ingiusto, più stupido e più terribile di quanto abbia mai fatto.

Non ho più pazienza. Sono diventata egoista, anche per me e la mia famiglia. Apprezzo e mi godo ogni giorno al massimo. Ho rimpianti per il mio passato, ho rimpianti per tutto questo tempo che ho perso preoccupandomi di cose sciocche invece di apprezzare ciò che avevo.

Non faccio piani in anticipo per più di 6 mesi nel futuro, e non penso a nient’altro. Non ho ancora messo i miei affari in ordine. Lo farò solo quando i dottori mi diranno che non ho più opzioni: sono a chemio per tutta la vita ora, passando da una chemio alla successiva, da una che smette di essere così efficace ad un’altra che potrebbe non funzionare affatto. Quando tutte le chemio e i trattamenti di prova avranno fallito, quella sarà la fine del mio tempo sulla terra. Solo allora penserò a pianificare il mio funerale, scrivere lettere ai miei figli e organizzare le mie finanze.

Sono spaventata che il mio figlio più piccolo si dimenticherà di me. Ha solo sette anni e deve affrontare il fatto che la mamma sta morendo, probabilmente prima che lui raggiunga la sua adolescenza.

Sono così, così spaventata che si dimenticherà di me, che tutte le foto di me non significheranno niente per lui e saranno solo una traccia debole nella sua memoria.

Ho paura che il mio figlio più grande si dimentichi di me.

Ho paura che mio marito si dimentichi di me.

Ho paura che i miei amici e la mia famiglia si dimentichino di me, perché le persone vanno avanti con le loro vite.

Ho paura di essere sostituita.

Ho paura di pensare a questo.

Ora sto piangendo, quindi mi fermo qui.

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Dr. Paola Biondi
Dr. Paola Biondi
Psicologa Psicoterapeuta | LGBT Specialist | Blogger | Consigliera CIG Enpap | Consigliera Segretaria Ordine Psicologi Lazio | Appassionata di fotografia, il mio habitat naturale è il bosco, ma lì non c'è wifi :)
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