L’anno che sta finendo qualcosa ci darà

Condividi

Finisce questo 2017. Per alcune persone anno bellissimo (e penso alla collega Grazia che ha avuto una bambina o all’avvocato Antonio diventato papà, o a Erpo che lo diventerà nel 2018), per altre anno difficile, tempestoso, doloroso e complicato (come la mia amica Rita ad esempio o me medesima).

Scorrendo il mio profilo Facebook ho letto molti messaggi di addio o di buon augurio per il 2018 incombente. Ne ho scelti alcuni perchè mi sono piaciuti molto e sopratutto mi hanno emozionata. E ho deciso di inserirli in questo post – sperando che non sia un problema per autori o autrici di cui chiederò ovviamente autorizzazione alla pubblicazione – perchè penso che possano essere ottimi spunti di riflessione per chiunque li leggerà.

Inizio con la mia cara amica Melissa Isabella Verbena che scrive:
2017. L’anno del Risveglio. Ho preso coscienza. Ho capito dove voglio andare. Ho iniziato a reagire. E no, la testa io non la abbasserò mai più. Continuerò a prendere la vita a mozzichi, a portare addosso G. e a ballare scalza con S., a farmi cadere le cose di mano quando mio marito appare all’improvviso, a colorarmi i capelli, a cucinare, e a sorridere sempre, sempre, sempre e per sempre. Finché avrò una scintilla di forza, per quello che dipenderà da me.
Grazie per le cose belle ma soprattutto per quelle meno belle che mi hanno ribaltato la vita e mi hanno risvegliata. E se il destino cerca di mettermi in ginocchio io mi faccio una grassa risata. Io sono qui ed ora e voglio godere di tutti e di più. Piena di rimorsi forse, ma sicuramente senza rimpianti.
A tutti coloro che scuotono la testa perplessi, che ci guardano con compatimento, dico solo… i poveracci siete voi, che non avete capito proprio niente. Io ho talmente tanta bellezza nella mia vita che vi acceca. Bye bye 2017. Grazie di tutto, ma non sentirò la tua mancanza. Non mi volto più indietro. Guardo solo in avanti.

Conoscendola di persona e conoscendo la sua vita posso solo gioire di questo messaggio. Riguardando indietro ai tanti (troppi!) momenti difficili e la camminata in salita h24, ora finalmente gioisco con te 🙂

Continuo con la collega e maestra Rosella De Leonibus che dice:

“Il fiume modella le sponde e le sponde guidano il fiume.
Gregory Bateson

Che il nuovo anno possa scorrere per tutti noi
Potente e vivo come un fiume di montagna, Carico di energia e capace di trasformarsi, Generoso nel dare ristoro e nutrimento.
Diretto verso la sua meta,
Ma disponibile a soffermarsi,
Ad indugiare, a brillare sotto il sole.
Capace di lasciarsi andare e scorrere libero,
E capace di lasciare il segno nella terra
Per rendere unico il suo cammino.

Ancora un amico e collega (Bernardo Paoli) che ogni tanto lancia sul web queste perle di saggezza, momento importante per me di stop e di bilancio, per capire dove sono e sopratutto dove voglio andare.

Si capisce realmente qualcosa solo quando si è fatta esperienza del suo contrario. Si può dire di conoscere davvero il bene, solo se si è fatta esperienza del male; la luce, se si è fatta esperienza delle tenebre; la gioia, se si è vissuta la disperazione; il valore della persona amata, se se n’è vissuta la mancanza.
Allo stesso modo possiamo apprezzare davvero la forza di gravità solo da quando abbiamo scoperto che esistono luoghi, non troppo lontani, in cui è assente. Allora la gravità non è più qualcosa di scontato, e anche una semplice palla lanciata in aria diventa un gesto sorprendente perché è, prima di tutto, giocare con la forza di gravità.

Seguendo questo metodo potremo domandarci cos’è il desiderio, una parola che si abbina bene a ogni inizio di un nuovo anno; cos’è il desidero, partendo dal chiedersi qual è il suo contrario.
Cos’è l’opposto di “desiderio”? Banalmente si potrebbe rispondere: la mancanza di desiderio, l’abulia.
Credo invece che l’opposto del desiderio sia un’altra cosa: sia la lamentela.

Mi piace ripensare a un aforisma, sul tema, di William Blake: “Chi desidera, ma non agisce, è fonte di pestilenza”. La lamentela è proprio così: un desiderio svuotato dall’azione. E questa privazione di azione produce, come effetto, un miasma pestilenziale. Può essere interessante sapere che esiste un disturbo psicologico in cui viene fatto un largo uso della lamentela. Sapete quale? La paranoia.

Il disturbo paranoico è il percepirsi sempre vittima; vittima degli altri, della famiglia, dei colleghi, degli eventi, delle leggi, della vita. Chi soffre di paranoia, guardando agli altri attorno a sé, vede persone che tramano contro di lui.
Per questo motivo è sempre arrabbiato; e vive quotidianamente una grande incongruenza: da un lato si sente una persona buona, docile, amabile, degna di rispetto e di attenzioni, incomprensibilmente maltrattata; dall’altro lato pretende amore, pretendere attenzioni, pretendere rispetto, pretende moralità.
Ecco il miasma pestilenziale: la lamentela mixata con la pretesa; la percezione negativa degli altri (cattivi, minacciosi, che gli tramano contro e che non sono disposti ad apprezzare il suo valore) mixata con la pretesa – fastidiosa – che gli altri accorrano in suo soccorso (d’altronde lui è una persona così amabile e degna di attenzioni).

Detto ciò, per contrapposizione diventa chiaro il profilo della persona ricca di desiderio: è un anti-paranoico, cioè pensa che il mondo sta complottando per il suo bene. Bello, no? Vuoi essere una persona straripante di desiderio? Domandati: cosa farei di diverso se pensassi che il mondo sta complottando per il mio bene? Sta complottando per il mio successo? Per il mio benessere? Per la mia gioia? Se la lamentela è svuotata dall’azione, il desiderio è anzitutto azione.

Se il lamentoso pretende dagli altri, chi desidera attira gli altri, e li attrae senza aspettarsi nulla in cambio. La lamentela è figlia della paranoia e della rabbia. Il desidero è figlio dell’azione e del ritenere che, sotto sotto, il mondo sta complottando per il tuo bene.

Allora, buon anno anti-paranoico a tutti 🙂“.

 

Concludo, ringraziando le persone che cito in questo articolo, con un ultimo post. Della splendida Viola Valentini, che conosco da anni, ma che finora non ho avuto modo di frequentare – con piacere – più spesso. Magari può essere uno dei buoni propositi per il 2018, no? 😀

Un anno intero di felicità sembra troppo pure desiderarlo. Ma un anno in cui i giorni belli siano più di quelli brutti, in cui l’amore ci riscaldi e ci siano la salute che serve e i soldi che bastano. Un anno in cui le sorprese, le scoperte, le belle canzoni, le chiacchiere con gli amici, i progetti, i viaggi, le risate, i giorni al mare, i tramonti, le lune nuove e quelle piene, i pranzi fuori, le serate tranquille, i libri, i film, i temporali notturni, siano più di tutto il resto. Un anno in cui magari qualcosa la sbagliamo, ma complessivamente non ci sentiamo soli e siamo contenti di noi stessi. Un anno in cui il bene magari non trionfa, ma qualche battaglia importante la vince. Ecco, un anno almeno così io lo auguro a me stessa e a tutti voi.

Newsletter Gratis
Aggiornamenti direttamente nella tua email principale
Rispettiamo la tua privacy.
Puoi cancellarti con un click.

Dr. Paola Biondi
Dr. Paola Biondi
Psicologa Psicoterapeuta | LGBT Specialist | Blogger | Consigliera CIG Enpap | Consigliera Segretaria Ordine Psicologi Lazio | Appassionata di fotografia, il mio habitat naturale è il bosco, ma lì non c'è wifi :)
Show Buttons
Hide Buttons