Psicologa ora è una professione sanitaria

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La professione di psicologa diventa a tutti gli effetti una professione sanitaria.

Già dal 2008 era passata sotto la vigilanza del Ministero della Salute (prima era sotto il Ministero della Giustizia), e già dal 1995 (con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 13 dicembre 1995) lo psicologo rientrava nei profili professionali di tipo sanitario, al pari del medico chirurgo, del farmacista, del medico veterinario, del biologo e altri sia per quanto riguarda il SSN, sia dirigenti sanitari presso il Ministero della Salute.

Dopo il passaggio in parlamento, il Ddl Lorenzin (già approvato il 26 luglio 2013 dal Consiglio dei Ministri) ritorna al CdM che lo ha esaminato e approvato in via definitiva il 17 dicembre u.s.

Eppure, come lamentava anche il presidente Palma a luglio scorso, e io evidenziavo in questo post, per l’ISTAT la professione di psicologa NON è considerata sanitaria.

COSA CAMBIA ORA?

Due gli articoli del Decreto Legge che ci riguardano da vicino.

L’art. 4 (Ordinamento delle professioni di biologo e di psicologo), comma 5 che ha lo scopo di ricomprendere la professione di psicologo nell’ambito delle professioni sanitarie regolamentate dal d.lgs. N.233/46.

In pratica viene modificata la legge 56/89, istitutiva della professione di psicologo, inserendo la dicitura “Art. 01 (Categoria professionale degli psicologi) – 1. La professione di psicologo di cui alla presente legge è ricompresa tra le professioni sanitarie di cui al decreto legislativo del capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233.”.

Il secondo articolo che riguarda la professione di psicologa è l’art. 5 (Esercizio abusivo della professione sanitaria) che modifica l’art. 348 del codice penale, aggiungendo, dopo il primo comma la frase: “Se l’esercizio abusivo riguarda una professione sanitaria, la pena è aumentata da un terzo alla metà”.

Che significa in soldoni?

Che chi eserciterà abusivamente la professione di psicologa, in quanto professione sanitaria, rischierà, in caso di reato, che venga riconosciuta l’aggravante e la pena sia aumentata della metà. Sarà quindi una pena più dura per chi vorrà far finta di essere psicologa senza averne i titoli richiesti per legge (laurea in psicologia, abilitazione e iscrizione all’Ordine degli Psicologi).

Con la recente Legge n. 4 del 14/01/2013 era già stato sgombrato il campo da possibili equivoci e fraintendimenti. La legge in questione infatti ha l’obiettivo di evitare la confusione di ruoli e competenze con professioni già esistenti e regolamentate in Collegi o Ordini Professionali, come è appunto quella di psicologa.
In base all’art. 1, comma 2 della 4/2013 (Disposizioni in materia di professioni non organizzate) alcune attività, quali ad esempio il counseling psicologico, il sostegno psicologico, ecc sono da considerarsi esclusive della professione psicologica [“…con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’articolo 2229 del codice civile, delle professioni sanitarie…”]

La legge Lorenzin avalla pertanto quanto già dichiarato in maniera chiara e netta dalla legge 4

Ricordiamo quindi che la/o psicologa/o è la sola figura appositamente formata e abilitata al sostegno e alla consulenza (counseling/counselling) psicologico

Parimenti la/o Psicoterapeuta e’ la sola figura professionale formata e abilitata alla psicoterapia, cioè alla “cura”. (art. 3, legge n. 56 del 18/02/1989).

Ci sono anche dei ma…

Inserire la professione psicologica tra quelle sanitarie ha dei vincoli e forse degli svantaggi. Innanzitutto avvicina inevitabilmente e quasi sovrappone la psicologia alla psicoterapia, cosa che ha favorito il proliferare di pseudo-professioni e sulla cui base tanti pissicologi hanno gonfiato il proprio portafoglio spennando giovani colleghi che speravano di poter finalmente lavorare.

Determinando tra l’altro l’orientamento attuale del mercato. Se ti stai chiedendo come mai un counselor ha più clienti di te, lavora di più e guadagna di più è proprio perchè il messaggio che passa è che lui non cura, non tratta patologie, nè disturbi gravi. Per quelli c’è lo psicoterapeuta.

Peccato che non si dice (e la gente ahimè confonde facilmente) che è lo psicologo la figura più appropriata per aumentare il proprio benessere, risolvere conflitti e problemi relazionali, affrontare crisi e difficoltà e ritrovare il proprio sano equilibrio. NON il counselor, basta uno psicologo. Anzi una psicologa visto che siamo l’80% dell’intera categoria 🙂

Inoltre è lecito il dubbio in merito agli ECM (sebbene si parli di Educazione Continua in Medicina) che finora erano obbligatori SOLO per psicologi dipendenti del S.S.N. o convenzionati con il S.S.N.

Equiparando la professione di psicologa a quella di medico (entrambe professioni sanitarie) c’è il rischio che qualcun* possa pensare e proclamare che ora gli ECM saranno automaticamente obbligatori per TUTTE le psicologhe e psicologi. In realtà, l’obbligo formativo per gli psicologi (la cd formazione continua) è già insita nel codice deontologico (art. 5) e prevista necessariamente dalla riforma delle professioni del DPR 137/2012.

Speriamo solo che i nuovi consigli degli Ordini (quasi tutti sotto elezioni tra dicembre e gennaio 2014) possano agevolare le proprie iscritte e iscritti rispetto a questo obbligo.


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Dr. Paola Biondi
Dr. Paola Biondi
Psicologa Psicoterapeuta | LGBT Specialist | Blogger | Consigliera CIG Enpap | Consigliera Segretaria Ordine Psicologi Lazio | Appassionata di fotografia, il mio habitat naturale è il bosco, ma lì non c'è wifi :)
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