Tu is megl che uan, ritorno al gdl

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Cig Enpap di oggi. Un gruppo di consiglieri ha chiesto di inserire un punto all’ordine del giorno che riguarda un ipotetico fondo di vecchiaia.
Per chi non lo sapesse l’ENPAP è l’ente previdenziale degli psicologi, fondazione di diritto privato nata grazie al decreto legislativo n. 103/96.
Si occupa di previdenza (leggi pensioni) e di assistenza (es. indennità di malattia, di maternità, contributi in caso di calamità naturali, per genitorialità indipendentemente dal genere/sesso della coppia).
 fondo di vecchiaia enpap
Bene, in questa seduta – come dicevo sopra – viene presentata l’idea di un accantonamento assistenziale per fondo vecchiaia. Un modo per aiutare chi va in pensione nel momento di passaggio dal mondo lavorativo, critico come ogni passaggio importante della vita.
Di per sé come idea mi sembra buona, ma…è un’idea. Buttata lì con due righe di commento rispetto al fatto che la cassa dei notai ce l’ha e che esiste un conto di riserva che raccoglie i soldi derivanti dalla contribuzione integrativa.
Quel 2% che si mette in fattura e che viene usato in parte per le spese di gestione dell’Enpap, per le forme assistenziali e in parte viene accantonata nel fondo di riserva, che non può essere utilizzato (appunto è di riserva, una precauzione in più per evitare situazioni di grandi difficoltà dell’ente).
Tre le mie riflessioni.
1) La Cassa Nazionale del Notariato, oltre alla possibilità di avere una tantum una “liquidazione” nel momento in cui smette di lavorare, prevede il versamento di una quota pari al 40% dei propri introiti. Decisamente più elevata del nostro 2%. E ancora più differente se consideriamo che i redditi notarili sono notevolmente più elevati di quelli degli psicologi.
Se ne deduce che versando il 40% di una cifra elevata (es. 200.000 euro annui?) i soldi a disposizione dei contribuenti permetta – senza alcun problema e senza mettere in difficoltà l’ente previdenziale – di dare a TUTTI/E gli/le contribuenti (che sono sicuramente in numero inferiore degli psicologi) l’indennità di vecchiaia, oltre alla pensione mensile (già molto alta).
2) Come deriva dal ragionamento del punto 1 mi sembra ovvio che l’ENPAP non possa – ad oggi – utilizzare le scarse risorse (seppure siano state aumentate al 60%) destinate all’assistenza per fornire ad un numero che aumenterà sempre di più negli anni a venire di colleghi/e che andranno in pensione. Diversa è una forma di assistenza che viene erogata o in occasioni straordinarie come eventi legati alle calamità naturali (terremoto, alluvione, crolli, ecc) o ad una parte di contribuenti (come nel caso di indennità di genitorialità, visto che non tutti gli iscritti e iscritte avranno figli/e o nel caso di indennità di malattia che per fortuna non serve a chiunque).
3) La terza riflessione riguarda la modalità con cui questa idea arriva al CIG. Dicevo in apertura che un gruppo di consiglieri/e del CIG, nel pieno possesso delle loro facoltà ai sensi dell’art. 6 comma 7 del regolamento del Consiglio di Indirizzo (quindi potevano assolutamente fare questa cosa) hanno presentato direttamente in Consiglio di Indirizzo un’idea che sembra valida ma è poco strutturata. Quindi senza le necessarie informazioni per valutare se sia il caso di accoglierla e “lavorarla” o meno.
Peccato che esista un gruppo di lavoro dedicato all’assistenza e che ha come mandato da parte del CIG proprio il compito di occuparsi di individuare e valutare servizi assistenziali per i/le contribuenti. A pagamento. Nel senso che ogni volta che il gdl si riunisce chi partecipa prende un gettone di Euro 350 se viene svolto di persona, 200 se viene svolto online (di cui X euro perché il/la consigliere/a possa collegarsi, diciamo un contributo per spese telefoniche, acquisto cuffie, ecc). Beh non sono pochi per incontri di 3/4 ore di media.
gettone-di-presenza-enpap
Accade questo quindi. Un consigliere che appartiene al gdl Assistenza NON presenta in quel contesto la sua idea di cui sopra, ma partecipa agli incontri di persona e più spesso online per difficoltà logistiche (online anche per un tempo molto ridotto rispetto al totale previsto per problemi tecnici frequenti).
Decide, insieme ad altri/e consiglieri/e, di presentare al CIG (che ha facoltà decisionali e di delibera e deve per statuto dare indicazioni di indirizzo al CDA per le attività da svolgere) un documento in cui si chiede di valutare la fattibilità di una “liquidazione” di vecchiaia.
Secondo gettone di presenza. Altre 350 euro.
Il CIG decide, in assenza di una spiegazione e di documentazione più articolata sull’idea presentata, di rimandare – ovviamente! – al gdl assistenza perché è l’unico deputato ad occuparsene, a fare un’adeguata istruttoria e a presentare al CIG una PROPOSTA degna di questo nome.
Ricapitolando –> N. Gettoni per GDL Assistenza + Gettone CIG + N. Gettoni per GDL Assistenza.
Non sarebbe stato più semplice ed economico (e meno discutibile) presentare questa idea direttamente nel gdl assistenza che è di competenza?

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Dr. Paola Biondi
Dr. Paola Biondi
Psicologa Psicoterapeuta | LGBT Specialist | Blogger | Consigliera CIG Enpap | Consigliera Segretaria Ordine Psicologi Lazio | Appassionata di fotografia, il mio habitat naturale è il bosco, ma lì non c'è wifi :)
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